mercoledì 1 agosto 2012

It's time for a change

A tutti i lettori del blog:
da oggi potete trovarmi a questo link
Vi aspetto sul nuovo sito!

sabato 7 luglio 2012

"Cinquanta sfumature di Grigio" di E. L. James









Tanto per minimizzare si può dire che "Cinquanta sfumature di Grigio" è il libro del momento. C'è chi lo infama, chi lo venera, chi dice che grazie a questo l'Inghilterra avrà un boom di nascite previste per il prossimo anno: di fatto, insomma, tutti ne parlano.


Personalmente mi sono accorta di questo nuovo caso editoriale guardando le classifiche IBS dei libri più venduti.
La trilogia in questione (Cinquanta sfumature di Grigio / Nero / Rosso) non mi diceva nulla di che, proprio per la irritante somiglianza dei titoli.
Lo so, i miei soliti pregiudizi.
Fatto sta che poi, alla fine, un po' per curiosità e un po' per tutte le critiche che ha ricevuto, mi è venuta voglia di comprarlo e di leggerlo per poter dare il mio parere.


"Fifty Shades of Grey" è una storia leggera e pesante allo stesso tempo.
Pilastro dell'intera trama è la fortissima attrazione, fisica e mentale, che nasce tra i due protagonisti, la studentessa Anastasia e il giovane e ricco imprenditore Christian.
Il titolo, che confrontato agli altri due della saga, sembra dato a caso, ha invece un suo perché.
Le "cinquanta sfumature", intese dall'autrice con un preciso senso di mistero, sono niente di meno che i neri e profondi meandri della personalità del protagonista (non a caso "Fifty Shades OF GREY"). Sfumature con cui la giovane Anastasia è costretta fin da subito a fare i conti, travolta da questo nuovo ed insolito feeling che nasce tra i due.


Senza scendere troppo nei dettagli, per non rovinare la sorpresa a chi ancora deve leggerlo, devo dire che ci sono stati parecchi momenti in cui ho dovuto tenere a bada la mia parte femminista, e tanti altri in cui mi sono impressionata di fronte a certe "pratiche". Ciò comunque non mi ha impedito di seguire con interesse la storia d'amore (perché di fatto, nonostante tutto, questo è) tra Anastasia e Christian.
Penso che un libro del genere possa essere letto non solo dal punto di vista del sadomasochismo, ma anche seguendo tutto quello che c'è sotto.
Il cambiamento che i due attuano per venirsi incontro, questa alchimia che si crea e che non permette loro di stare separati (molto simile a quella presente in Twilight, come molti hanno notato) porta ad una evoluzione molto importante delle due personalità.
Di tutto il libro, è proprio questo che mi ha incuriosita e mi ha portata ad andare avanti con la lettura.
Fin dove si è disposti a spingersi per stare con la persona che si ama?
E quanto può essere difficile mettere in equilibrio i nostri limiti con quelli degli altri?
Sono questi secondo me i veri temi che tengono in piedi il romanzo.


Quindi, se c'è una cosa che posso consigliarvi, è di cercare di "guardare oltre". E' vero che c'è sempre un' insofferenza di fondo per i cosiddetti "libri commerciali".
Ma se sono "commerciali", è anche perché li compriamo.
Iniziamo a cercare di capire PERCHE' un libro vende così tanto, invece di criticarlo solo per questo motivo.
Così, magari, scopriremo anche qualcosa di più.

lunedì 2 luglio 2012

Citazione

"Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere;
verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore;
confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto: si domandi, nell'ora più quieta della sua notte: devo scrivere?
Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta. E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice «io devo» questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità."

lunedì 25 giugno 2012

"Il momento è delicato" - Niccolò Ammaniti



Innovativo, geniale, esilarante: è Niccolò Ammaniti.
Uno scrittore che ad ogni sua pubblicazione riesce a sorprendermi in qualche modo.
E' successo con "Ti prendo e ti porto via", consigliatomi da un'amica e divorato in 3 giorni netti; è successo con "Come Dio comanda", il Premio Strega che mi ha dato più soddisfazione; è successo con "Io e te", racconto su cui non avrei scommesso niente e che poi ho finito per considerare un capolavoro.

E poi ecco che il caro Niccolò se ne esce con un'altra raccolta di racconti; un genere che, come lui stesso spiega, non è molto apprezzato dal grande pubblico e che, in poche e semplici parole, "non vende".
Autografo con dedica
In effetti io stessa per molto tempo non sono mai stata attratta in modo particolare dalle raccolte: ho sempre preferito avere per le mani un libro che contenesse un'unica storia. Non c'è una spiegazione razionale a questo, anche perché se a uno piace leggere delle storie, il fatto di averne tante a disposizione dovrebbe essere un valore aggiunto.
E invece le raccolte continuano a non attrarre i lettori.

Tutte, a parte "Il momento è delicato".
Un libro che ha venduto parecchio, forse anche - e soprattutto - grazie alla fama dell'autore, ma che, in assoluto, non delude.
Mi sono divertita molto a passare da una storia all'altra, da un genere all'altro, da un mondo all'altro. La scrittura di Ammaniti come al solito è ben oleata e, tra sprazzi di ironia ed elementi di continua sorpresa, costringe il lettore a non staccar mai gli occhi dalle pagine.

Tra tutti, i racconti che mi hanno entusiasmata maggiormente sono quelli della sezione "Rane e girini", dedicati al tema del rapporto genitori/figli e delle problematiche che i soggetti affrontano nelle varie fasi di crescita. Nulla togliere anche a "Giochiamo?", scritto con Antonio Manzini, e a "Un uccello molto serio", il racconto esilarante di un tradimento.

Ma al di là della parte narrativa, c'è una cosa che mi ha colpita molto di questo libro. E' l'introduzione che Ammaniti scrive al racconto "Il Festival Più Importante del Mondo" (pag. 303) e che spiega (non so se volontariamente o meno) la grande differenza che da sempre esiste tra giornalista e scrittore:

"Avevo da poco pubblicato i racconti di Fango. Cominciavo a scrivere qualche articoletto per i quotidiani quando un mensile mi chiamò a collaborare insieme a un sacco di altri scrittori (pagavano bene). Il direttore mi chiese che volevo fare e io dissi: - Mi piacerebbe andare a Sanremo. - Perfetto - fu la sua risposta. Così mi ritrovai al Festival, in quel casino, tra i giornalisti e i cantanti con un pass appeso al collo. Ero eccitatissimo. Seguii tutte le serate in sala stampa, tra centinaia di giornalisti che scrivevano furiosamente seguendo le esibizioni in diretta su un grande schermo. All'inizio provai anch'io a fare la cronaca, ma immediatamente capii che non era roba per me e cominciai a buttare giù un racconto di fantascienza (a quel tempo ero appassionato di Douglas Adams, l'autore di Guida galattica per gli autostoppisti) che poi ho finito a casa. Per il Festival di Sanremo vale quello che ha detto David Foster Wallace a proposito di una crociera ai Caraibi: «Una cosa divertente che non farò mai più»".

domenica 24 giugno 2012

"La donna dei fiori di carta" - Donato Carrisi


"Il monte Fumo è una cattedrale di ghiaccio, teatro di una battaglia decisiva. Ma l'eco dei combattimenti non varca l'entrata della caverna in cui avviene un confronto fra due uomini. Uno è un prigioniero che all'alba sarà fucilato, a meno che non riveli nome e grado. L'altro è un medico che ha solo una notte per convincerlo a parlare, ma che ancora non sa che ciò che sta per sentire è molto più di quanto ha chiesto e cambierà per sempre anche la sua esistenza. Perché le vite di questi due uomini che dovrebbero essere nemici, in realtà, sono legate. Sono appese a un filo sottile come il fumo che si leva dalle loro sigarette e dipendono dalle risposte a tre domande. Chi è il prigioniero? Chi è Guzman? Chi era l'uomo che fumava sul Titanic? Questa è la storia della verità nascosta nell'abisso di una leggenda. Questa è la storia di un eroe insolito e della sua ossessione. Questa storia ha attraversato il tempo e ingannato la morte, perché è destinata al cuore di una donna misteriosa." (trama presa da ibs) 



Il primo libro che leggo di Carrisi in assoluto (subito dopo mi sono letta anche "Il suggeritore", ma di questo parlerò in un altro post).
Letto in pochissimo tempo proprio per le sue dimensioni (170 pagine) e finito con un vago senso di incertezza.
Della serie: 'Ah Carrisi, ma che storia volevi scrive?'

La trama è buona e anche intrigante, l'intento è giusto ma ad un certo punto tutto si perde e diventa confuso. E' come se per tutto il libro si creasse un'attesa quasi ansiosa che però non viene mai esaudita.
Insomma, per essere chiari, il gran finale che mi aspettavo fin dall'inizio non è mai arrivato. Il mistero dell'uomo che fumava sul Titanic - personalmente quello che mi ha attratta di più - non mi ha poi entusiasmata più di tanto. la "soluzione" della trama è troppo semplice per i miei gusti e, nonostante il libro sia strutturato bene, non lascia addosso il brivido della sorpresa.
Sono convinta che Carrisi sia un bravo scrittore - "Il suggeritore" ne è un esempio lampante - ma questo libro mi ha dato una sensazione di forzatura, come se non fosse uscito spontaneamente da un bisogno di scrivere dell'autore.
Come un romanzo che ANDAVA scritto.

Senza dubbio, insomma, lo scrittore di Martina Franca ci può dare molto di più di questo tiepido scritto.
E a noi, ovviamente, non resta che aspettare il prossimo :) 

sabato 23 giugno 2012

"La Vendetta" - Marco Vichi



Che ho un debole per i libri di Vichi ormai si sa.
Li leggo sempre con piacere e quasi mi sfuggono dalle mani da quanto li divoro in fretta.
Il modo che ha di farti entrare nelle sue storie è davvero unico, almeno secondo il mio parere.
E' proprio per questo che dopo "La forza del destino" (che ho letto con piacere) sono stata ben contenta di scoprire che il Vichi aveva pubblicato anche un altro romanzo:
"La vendetta".


La storia è quella di Rocco, senzatetto fiorentino che ha perso tutto, in particolare l'amore, per colpa di quello che credeva essere il suo migliore amico.
Nello sfondo di una vita tetra il protagonista porta avanti la sua esistenza con rabbia e rassegnazione.
Ma quando Rocco scopre, leggendo per caso un manifesto, che il suo "amico", ormai medico affermato, prenderà parte ad un convegno proprio a Firenze, nella sua testa scatta qualcosa.
Dopo anni di sofferenza e squallore Rocco può studiare la sua vendetta, aiutato dai suoi due "colleghi".




L'ho letto in poche ore e devo dire che mi è piaciuto parecchio.
Curiosando sul web ho notato molte critiche negative del tipo "Il Vichi stavolta ha toppato" oppure "Aspettiamo che torni il Vichi, quello vero", ecc, ecc.
Non sono d'accordo.
Sarà che forse il pubblico è troppo affezionato alla saga del Commissario Bordelli, o che non riesce ad apprezzare così tanto le sperimentazioni che Vichi ogni tanto ama compiere.
Al di là della mentalità conservatrice dei più da me ipotizzata, credo che "La vendetta" sia un romanzo ben strutturato e molto ben sviluppato (e questo è dimostrato dal fatto che molti - anche gli autori delle critiche negative - lo abbiano comunque ritenuto un libro scorrevole).
Fin dalla prima pagina sono riuscita a vivere le sensazioni di un personaggio da me potenzialmente lontanissimo, ho sentito in modo vivido il suo amore e il suo odio, ho accolto con rammarico la sua infinita rassegnazione.
No, "La vendetta" non è un flop.
E' un tentativo di mettersi nei panni di qualcuno che ci è socialmente distante, un modo per vivere le emozioni di un uomo ferito, un riscatto da assaporare.



E indubbiamente, per Marco Vichi, questo è un esperimento ben riuscito.

lunedì 18 giugno 2012

Tre atti e due tempi - Giorgio Faletti



I libri piccoli, sottili, quelli quasi impercettibili in un'intera libreria, mi incuriosiscono sempre.
Li vedo come una sfida, una prova che il lettore deve far superare a chi ha scritto.
Perché se con tante pagine scritte l'autore si può in qualche modo "salvare", nei romanzi brevi o sei bravo o non lo sei.


Da qualsiasi libro mi aspetto sempre di essere catturata e stupita, sperando che mi arricchisca in qualche modo.
Con "Tre atti e due tempi", questo non è successo.


La storia è quella di Silver, ex pugile ed ex galeotto che vive un rapporto tormentato con il figlio per tutta una serie di motivi che non vi svelerò (nel caso dobbiate ancora leggere il libro). I temi presi in causa dall'autore sono molti, dalla corruzione nello sport alla perdita di valori nel futuro che caratterizza soprattutto i giovani.


Tanto per cominciare, della grande suspance tanto proclamata nella trama non ne ho vista l'ombra. Pur essendo un libro piccolo, non mi ha tenuta con gli occhi incollati alle pagine.
Lo svolgimento della storia è piatto, banale e senza alcun elemento di sorpresa e il finale è a dir poco assurdo, dal momento che è ambientato nella società contemporanea (ma qui, purtroppo, per evitare fastidiosi spoiler non posso giustificarvi la mia idea).


Inoltre, pur apprezzando il tentativo di Faletti di toccare un campo che non gli compete (quello del calcio), si avverte nelle pagine questa sua estraneità al tema principale del libro.
Come lui stesso scrive nei ringraziamenti:


"Senza altro conforto che la mia incoscienza, ho deciso di scrivere una storia su uno degli argomenti di cui mi intendo di meno: il calcio. Per fare questo, impantanato nella palude viscida dell'ignoranza, ho chiesto aiuto a degli amici che possono vantare esperienze molto, molto superiori alle mie".

Caro Faletti, come disse una volta Sveva Casati Modignani "uno scrittore deve sempre raccontare le cose che sa".









venerdì 8 giugno 2012

"Ti racconto il mio prossimo libro" a Pietrasanta (LU)

Ciao a tutti!
In attesa di mettermi nuovamente al lavoro per voi voglio ricordarvi un appuntamento importantissimo per tutti gli amanti del mondo letterario: oggi, domani e domenica a Pietrasanta (LU) avrà luogo l'evento "Ti racconto il mio prossimo libro", tre serate in cui autori come Margaret Mazzantini, Valerio Massimo Manfredi, Federica Bosco, Daria Bignardi, Ascanio Celestini e Sveva Casati Modignani (e tanti altri ancora) si confronteranno con il loro pubblico parlando proprio dei loro nuovi lavori.
Il programma completo lo potete trovare qui.






Non perdete questa occasione! :)

domenica 20 maggio 2012

Holidays!

Ragazzi...
io vi abbandono per un paio di settimane e FINALMENTE vado in ferie!!
E' stato deciso tutto all'ultimo, esattamente nel mio stile :)
Dopo quasi due anni di astinenza dal mare me ne vado in Egypt!


Questi sono i libri che ho messo in valigia (forse un po' troppi :P)




  • Il profanatore di biblioteche proibite - Davide Mosca
  • Le notti bianche - Dostoevskij
  • Tre atti e due tempi - Giorgio Faletti
  • Donne Donne - Marco Vichi
  • La vendetta dei pirati - Emanuela Ruggeri
  • Il tribunale delle anime - Donato Carrisi
  • Bianca come il latte rossa come il sangue - Alessandro D'Avenia
  • Nero di Luna - Marco Vichi
Un bel peso per la mia valigia (non mi sono ancora voluta convertire all'e-book) ma in compenso...tante recensioni per voi al mio ritorno!
Spero che l'ultimo post vi sia piaciuto :)
Un bacio a tutti...ci vediamo a giugno!

venerdì 18 maggio 2012

"Il Precario Equilibrio Della Vita" di Giorgio Marconi

Oggi al posto della solita recensione ho pensato di offrirvi qualcosa di nuovo.
Per diversi giorni mi è frullata in testa un'idea: perché non utilizzare questo spazio anche per dare visibilità agli scrittori emergenti?
So bene che il blog è ancora agli inizi e che non ha chissà quale fama, ma nella vita non si può mai sapere. Metti il caso che passa di qui qualcuno che lavora nel campo dell'editoria o che, più semplicemente, scopre un libro poco pubblicizzato e lo legge.
Bisogna provarle tutte!
Ed è proprio per questo che mi sono attivata per far partire questo "progetto".


Dunque, tornando al tema centrale del post, oggi voglio parlarvi di uno scrittore esordiente, Giorgio Marconi.
Giorgio vive e lavora a Roma e scrive da circa dieci anni.
Appassionato di letteratura classica e soprattutto contemporanea, amante di noir, gialli, thriller e racconti del mistero, ha ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi e iniziative letterarie.
Tra gli altri, ha vinto il primo premio nei concorsi: Premio Letterario “I Fiori 2005”(Ed. I fiori di Campo), Premio Picena 2003, Premio Biennale Letterario dei Monti Lepini (2002) e Premio di Letteratura “Un messaggio in Bottiglia” (2003).
Alcuni suoi racconti sono pubblicati in raccolte edite con altri autori: “I fiori 2002” (ed. I fiori di campo), Abitando un racconto (Osama Edizioni, 2003), Le Formiche Rosse (Betti Editrice, 2002), I racconti del Prione (Ed. Giacchè, 2002), Mondi Sommersi (Photocity Edizioni, 2011). 
Nel 2006 ha pubblicato la raccolta di racconti: “D’odio, d’amore e d’altro ancora” (ed. "I fiori di campo").
Nel 2011 un suo racconto è stato selezionato per l’antologia: “Del Vizio e Della Virtù - Antologia di racconti del XXI secolo” pubblicata dalla casa editrice Diamond in cui è presente anche un racconto di Dacia Maraini.
Foto presa da www.ibs.it


Di Recente, Giorgio ha pubblicato con la casa editrice Montag il romanzo intitolato "Il precario equilibrio della vita" (2012) di cui potete scaricare i primi quattro capitoli da questa pagina web.



Di seguito l'intervista:

  • Qual è esattamente il tuo rapporto con la scrittura?

Sarebbe troppo facile risponderti semplicemente che “è un rapporto d’amore”.
E come ogni amore ha una sua storia. Nel mio caso potrei dire che la storia è iniziata 45 anni fa. Quando sono nato. Si. Penso di esserci nato con l’amore per la scrittura.

Inoltre, per un periodo non indifferente della mia vita, “scrivere” è stata anche una necessità e non solo un piacere.

Dimmi, riesci a spiegare perché ami respirare? No, non non si può dire,
semplicemente abbiamo hai bisogno di farlo per vivere.
Ecco, questo è stata "la scrittura" per me.
Un modo per evadere da una realtà faticosa e difficile.
Ora la mia vita è cambiata. Sono pienamente felice e sereno.
Scrivere non è più una necessità, ma l'amore per la scrittura è rimasto.

  • Nello scrivere hai un approccio più schematico (es. utilizzo di scalette da sviluppare) o più istintivo?

Mi piacerebbe riuscire ad avere un rapporto più schematico. Ci provo, non sempre con successo. Il fatto è che, finora, la scrittura (creativa) è sempre nata dentro di me in modo spontaneo e nei momenti in cui meno me lo sarei aspettato. Più che utilizzare scalette o appunti posso dire che il processo di scrittura vive in me in background, ventiquattr’ore su ventiquattro. Sono solito elaborare degli spunti o perfino interi capitoli a letto prima di prendere sonno o anche quando sono al volante nel traffico. Nei giorni successivi lascio decantare quello che ho “scritto” mentalmente, poi mi capita di tornarci su e magari apportare modifiche o semplicemente riformulare la stessa storia, le stesse parole.
Quando sono sufficientemente soddisfatto del risultato passo alla fase finale, ossia alla trascrizione di quello che ho elaborato nella mente su supporto magnetico (sul PC).
  • Hai dei punti di riferimento nel mondo della scrittura? Autori che ti ispirano o da cui prendi esempio?

So che con questa risposta rischio di far storcere la bocca a parecchi, ma non ho dubbi nell’ammettere che l’autore che più mi ha fatto appassionare all’arte della narrazione è Stephen King. E questo anche se non sono un appassionato del genere splatter/mostri/spiriti e simili. Però ho amato molte pagine scritte da King, soprattutto quelle, e ce ne sono più di quello che si potrebbe pensare, dove non narra nulla di mostruoso, truculento e soprannaturale. Ad esempio un libro che ho amato e che mi pare sia stato un po’ sottovalutato è “Cuori in Altantide”, romanzo evocativo, tutto giocato sulla nostalgia e sui ricordi di un tempo lontano. Sono sincero, finito di leggere quel libro, provavo una profonda nostalgia per un periodo storico che non ho vissuto: fine anni sessanta, i primi movimenti pacifisti contrari alla Guerra in Vietnam, il ’68. Si, nel ’68 ero nato e ho anche provato a convincere i miei che quando piangevo disperato e non riuscivano a farmi dormire erano manifestazioni di contestazione… ma non mi hanno creduto.
Tanto per recuperare qualche punto posso aggiungere che una meta cui aspiro è riuscire a raggiungere uno stile essenziale, semplice, ma tanto efficace come l’Hemingway de “Il vecchio e il mare”.


  • Cosa ne pensi delle scuole di scrittura creativa? Ne hai mai frequentata una?

Già rispondendo con un NO alla seconda domanda puoi immaginare che non ritengo le scuole di scrittura creativa indispensabili per poter diventare uno scrittore. Secondo me l’opinione su questo argomento è estremamente soggettiva. Ad esempio qualche tempo fa ho letto il libro “Scrivere un romanzo”di Donna Levin che reputo un ottimo manuale di scrittura per aspiranti romanzieri e devo confessare che ho tratto da questo libro molti consigli/suggerimenti utili. Allo stesso modo, penso che si possano trarre insegnamenti importanti anche dai corsi di scrittura creativa. La cosa importante poi è di filtrare tutto ciò che si è imparato attraverso la propria sensibilità, senza snaturare completamente le proprie inclinazioni e il proprio stile. Altro discorso per quanto riguarda i costi, solitamente (senza per altro generalizzare) davvero eccessivi che questi corsi hanno. Decisamente non per tutte le tasche.

  • Come è nato il tuo romanzo “Il precario equilibrio della vita”?

Il romanzo è nato da uno spunto preciso. Cercare di mostrare come una scelta, un evento fortuito, una decisione improvvisa possa cambiare completamente il corso della nostra esistenza e, comunque vada, rimarremo sempre con il dubbio di cosa sarebbe potuto essere la nostra vita e non è stata. Non sto parlando di rimorsi o rimpianti, ma, forse, semplice curiosità o qual cosina di appena più marcato.
"Il precario equilibrio della vita" racconta la storia del pittore Giulio Matreschi. È l’artista stesso, ormai novantottenne e ricoverato in una casa di riposo, a raccontare la sua vita a Goffredo, impiegato delle poste che va a trovarlo per consegnargli una lettera giunta a destinazione con un ritardo di cinquanta anni. È una lettera di Clara, l’unica donna che il pittore abbia mai amato. Lettera che, ricevuta nel 1939, avrebbe
potuto cambiare il senso della sua vita.
Alla vicenda principale s’intreccia la “simpatia” che nasce tra Goffredo e Yvonne, la capoinfermiera della casa di riposo. Le vicende dei tre protagonisti s’incrociano e mutano il loro corso guidate dal fato e dall'Amore che, se vissuto sinceramente, non è mai sprecato, ma trova il modo di esprimersi anche a distanza di decenni. Amore che riesce finalmente ad abbracciare le loro esistenze.
In fondo la vita di ognuno è in equilibrio, non certo stabile, tra una scelta e un’altra, tra un evento fortuito e uno programmato. Nel caso del romanzo, il mancato recapito di una lettera nel 1939 ha segnato la vita Giulio, ma non solo, quell’evento casuale continua ad avere conseguenze sulle vite dei protagonisti fino ai giorni nostri.
Aggiungerei che il romanzo non è indirizzato a un preciso target di lettori. Diciamo che si rivolge a tutti coloro che hanno piacere di ritrovare tra le pagine di un libro emozioni piccole e grandi, momenti di malinconia e di gioia, pianti e risate che contrappuntano la vita di ognuno di noi.


  • Quanto c'è di autobiografico in questo scritto?

Devo ammettere che qualcosa di autobiografico c’è. Ed è nel personaggio di Yvonne. Parte della sua parabola di vita coincide con esperienze vissute in prima persona.

  • E' stato difficile per te riuscire a pubblicare il tuo libro? Raccontaci un po' il processo che un esordiente deve affrontare, dalla ricerca dell'editore alla pubblicazione vera e propria.
Ci sarebbe molto da raccontare. E non penso che il mondo dell'editoria, parte di questo modo (non voglio generalizzare) ci farebbe una gran bella figura.
Dopo aver ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi letterari, avendo scritto una raccolta di racconti un po' di anni fa, come tutti gli scrittori esordienti ho iniziato a inviare il materiale a molte case editrici.
Non avevo esperienza in questo campo e non avevo percezione di quanto l'EAP (editoria a pagamento) fosse diffusa. Per cui inizialmente fui lusingato nel ricevere tante proposte di pubblicazione. L'emozione positiva, però, durò ben poco, visto che tutte le proposte prevedevano un contributo economico da parte mia sotto le forme più disparate e fantasiose: acquisto "obbligatorio" di in certo numero di copie, contributo alle spese di stampa/pubblicazione, tassa di lettura, contributo per i servizi editing, contributo per registrazione SIAE e attribuzione ISBN, etc. Cifre che variavano da 700-800
euro fino anche a 3.000 - 4.000 Euro. C'era di che avvilirsi. Fortunatamente non lo feci.
A seguito del 1° posto conseguito a un concorso letterario nel 2006 vinsi la pubblicazione gratuita di una "piccola" raccolta di 4 racconti: "D'odio, d'amore e d'altro ancora" con la casa editrice "I Fiori di Campo". Zero distribuzione, zero promozione, però... accidenti,
avevo pubblicato il mio primo libro!
Negli anni seguenti ho continuato a partecipare a qualche concorso letterario con alterne fortune e mi sono dedicato al mio primo romanzo.
Stavolta l'ho proposto solo a case editrici rigorosamente NOEAP e ho partecipato a un paio di concorsi per romanzi risultando finalista. Proprio a seguito di uno di questi concorsi, la casa editrice Montag mi ha proposto un contratto "free" che ho accettato.
Purtroppo, come hanno sperimentato molti miei colleghi, molte case editrici medio piccole non hanno distribuzione e non fanno promozione. Così ho dovuto darmi da fare e cercare di dare visibilità al romanzo almeno in rete. Ho contattato i responsabili di diversi blog
letterari e alcuni hanno letto e recensito il romanzo. Quasi tutte recensioni favorevoli, bontà loro e questo mi ha fatto un enorme piacere.
Non sono recensioni di "critici letterari", ma di persone che leggono per passione e piacere. Per cui il fatto che siano positive, non è garanzia di "eccellenza letteraria", però credo sia un segnale importante sul gradimento che il romanzo ha sul lettore.

  • Con la tua casa editrice, la Montag, ti sei trovato bene?

Premetto che il contratto di edizione della durata di due anni è iniziato da appena tre mesi. Però da questo primo approccio posso dire di non essere soddisfatto dell’operato della casa editrice.
La cosa fondamentale, per me, è avere avuto un contratto che non implicasse contributi alla pubblicazione. Un contratto NOEAP.
Detto questo, però, ho comunque diversi motivi di malcontento e posso brevemente elencarli:
 1. Nessun tipo di promozione, se non la scheda del libro sul sito della casa editrice.
 2. Nessuna distribuzione in libreria, ma sono la possibilità di ordinare il libro sul sito della casa editrice e sui principali siti di e-commerce.
 3. Nessuna copia omaggio riservata all'autore (e questo può essere anche normale) e nessuna scontistica prevista per le copie acquistate dall'autore.
 4. Vincolo per cui l'autore, se vuole acquistare alcune copie del suo libro, alla prima ordinazione non può averne meno di 20.
 5. Prezzo di vendita. 18,00 per un autore sconosciuto (libro di 112 pagine) mi sembra eccessivo.
 6. Spese di spedizione per chi ordina il libro sul sito della Montag: 10,00 (davvero assurdo). Ancora più assurdo se, come è vero, acquistando, ad esempio, 3 libri in un unico ordine le spese di spedizione risultano essere 30 Euro (ossia 10 euro per ogni copia/libro acquistato anche se in un unico ordine).
 7. Ho avuto notizie di problemi per chi ha ordinato il libro su alcuni siti di e-commerce: bol‭.it e lafeltrinelli.it (e vista la concomitanza mi sembra strano che il problema dipenda dai siti di e-commerce).
 8. Non è stata editata e messa in vendita una versione e-book.

Voglio precisare che la maggior parte di questi punti erano spiegati chiaramente nel contratto che ho firmato avendone pienamente coscienza. Sul punto inerente il prezzo di vendita per me eccessivo sono entrato in contenzioso con l’Editore che non ha voluto sentire ragioni.

In sostanza la maggiore perplessità e il motivo più importante del malcontento è legato al dubbio che ho sul fatto che la casa editrice faccia di tutto per guadagnare sull'acquisto da parte dell'autore di almeno 20 copie (nel mio caso 18,00 € * 20 + 10 * 20 di spedizione: 560,00 €) e sulle spese di spedizione da chi acquista sul sito piuttosto che dandosi da fare per vendere quante più copie sfruttando tutti i canali distributivi e promozionali possibili.
Credo che sia già molto difficile vendere libri di autori esordienti, se poi il prezzo è di 28,00 €, beh...  direi che la speranza si riduce ancora di molto!


  • Per uno scrittore esordiente è sempre più difficile emergere. Hai qualche consiglio da dare a chi, come te, si trova per la prima volta ad intraprendere questa carriera?

A parte il fatto che sono io per primo uno scrittore esordiente… Comunque, da quel poco di esperienza che mi sono fatto e rischiando di essere banale, il consiglio principale è quello di non mollare alle prime difficoltà/delusioni. In secondo luogo consiglio di partecipare a concorsi letterari, soprattutto a quelli che non richiedono tasse di lettura o quote di iscrizione e ti assicuro che basta cercare un po' su internet e se ne trovano parecchi. E' un ottimo modo per confrontarsi con altri autori, per mettersi alla prova e valutare l'apprezzamento delle
proprio opere. In terzo luogo, a chi ha scritto un'opera completa, intendo un romanzo o una raccolta di racconti, consiglio di inviarla in lettura/valutazione alle case editrici non a pagamento, anche in questo caso assicuro che ce ne sono tante (magari
meno di quelle a pagamento, ma comunque parecchie).

lunedì 14 maggio 2012

XXV Salone Internazionale del Libro - Torino

Ragazzi!!!!
Perdonate l'assenza ma sono reduce da una settimana intensa e piena di soddisfazioni :)
Innanzitutto: mi sono laureata! (per la gioia di tutti voi, così non vi romperò più le scatole hehehe) - poi vi posterò qualche foto del grande evento :P -
Seconda cosa: mi sono tolta la soddisfazione di andare un paio di giorni al Salone Internazionale del Libro di Torino...una cosa SU-BLI-ME!
Un week-end tra bancarelle di libri, incontri con autori, caffè letterari e profumo di pagine sfogliate...mi ci voleva proprio!
Purtroppo non sono riuscita a fare tutto quello che avevo messo in programma a causa del troppo casino (ma di sabato e domenica c'era da aspettarselo)...in ogni caso posso ritenermi soddisfatta! :)
Ma lasciate che vi racconti...






Sabato 12 sono arrivata alla Fiera nel primo pomeriggio e ho iniziato a setacciare i padiglioni 1 e 2. Gli stand erano tantissimi e all'inizio non sapevo da che parte rifarmi, tant'è che la prima ora l'ho passata in stile "Alice nel paese delle Meraviglie", tra lo smarrimento e la curiosità.
Il primo incontro a cui ho partecipato è stato quello con Roberto Giacobbo (da Voyager) che ha presentato il suo nuovo libro "Da dove veniamo? La storia che ci manca".
Devo dire che non ho partecipato a questo evento per mia iniziativa, ma ammetto che alla fine le parole di Giacobbo mi hanno incuriosita e, vi dirò... forse forse il libro me lo leggo pure :)


Giacobbo durante la presentazione del libro

Giacobbo durante la presentazione del libro

Giacobbo durante la presentazione del libro

Giacobbo mentre autografa alcune copie del suo libro


Il secondo step è stato l'incontro con Niccolò Ammaniti...non trovavo l'entrata di sta cavolo di Sala Gialla (ero solo dalla parte opposta della fiera) ma alla fine ce l'ho fatta!! Ho trovato un posto discreto in un angolo sperduto della seconda fila (appiccicata alla cassa, piccolo inconveniente) e quando Ammaniti è arrivato ho avuto un attacco di bava alla Cane di Pavlov con tanto di occhi a cuore.
Lui era vestito in stile "esco un attimo a comprare il giornale", maglietta tranquilla e scarpe da ginnastica, e ha letto un estratto de "Il momento è delicato" con il suo accento da romano de Roma.
Un vero genio.


Sono rimasta piacevolmente impressionata da quello che ha detto sulla scrittura e sul suo modo di scrivere. E' bello inventare, creare, ma quando nel romanzo ci metti qualcosa di tuo e riesci a trasmetterlo agli altri è tutta un'altra storia.
I suoi romanzi più sofferti, come immaginavo, sono stati "Ti prendo e ti porto via" (scritto in un momento in cui tutti - editori in primis - si aspettavano qualcosa di più da lui: il VERO romanzo) e "Come Dio comanda" (e di questo non c'è bisogno di spiegare perché).


Dopo una lunga lotta sono riuscita a farmi firmare il libro...anche se la scritta "A Giulia" sembra più un geroglifico che altro (come lui stesso ha detto: "Giulia l'ho scritto in un modo incrediBBBile)!






Niccolò Ammaniti e Giovanna Zucconi

Niccolò Ammaniti e Giovanna Zucconi

Niccolò Ammaniti e Giovanna Zucconi

L'autografo-geroglifico :)


La giornata si è conclusa con uno shopping abbastanza spudorato tra i vari stand (in particolare, la bancarella "1 libro 1 euro" ha avuto la sua benedizione :D) e un numero indefinito di calorie bruciate a setacciare tutti i padiglioni che erano pieni di gente!












Domenica 13 la folle corsa agli acquisti è andata avanti! La ricerca era mirata più che altro ai libri autografati (ne ho trovato diversi, soprattutto allo stand Longanesi) dato che gli altri (a meno che non ci fosse un po' di sconto fiera) conveniva comprarli nelle librerie vicine a casa!
Alla Rizzoli ho beccato Patrick McGrath ad autografare le copie del suo ultimo libro, "L'estranea" e quindi ne ho approfittato :)


Patrick McGrath






Il libro autografato












L'unico incontro che sono riuscita a vedere nel corso di questa giornata è stato quello con Massimo Gramellini all'Auditorium Lingotto. L'evento è iniziato con qualche minuto di ritardo ma ne è valsa veramente la pena. Presentare un libro come "Fai bei sogni" non è una passeggiata. Ho visto un Gramellini teneramente ironico e commosso nel raccontare quella che è semplicemente la sua vita. Le sofferenze, le fatiche, la costante lotta con la propria anima, le perdite, le rivincite. Il Perdono. Tutto condensato in un libro toccante e, per usare le parole dell'autore, "a specchio", e cioè capace di far immedesimare chiunque in quella storia.
Di questa presentazione ho girato due video che spero di riuscire a mettere presto su youtube.







E' stato veramente bellissimo tutto quanto...gli stand... gli incontri...la gente appassionata...




E questi sono i frutti del mio shopping!




  1. "L'estranea" - Patrick McGrath
  2. "Il momento è delicato" - Niccolò Ammaniti
  3. "Fai bei sogni" - Massimo Gramellini (l'avevo già acquistato ma me l'ero portato dietro per farmelo autografare :)
  4. "Bianca come il latte rossa come il sangue" - Alessandro D'avena
  5. "La donna dei fiori di carta" - Donato Carrisi
  6. "Il libro segreto di Shakespeare" - John Underwood
  7. "Il profanatore di biblioteche proibite" - Davide Mosca
  8. e dulcis in fundo "La vendetta dei pirati" di Emanuela Ruggeri, una giovane esordiente che ho conosciuto su Twitter e che ha pubblicato il suo primo romanzo! Per ulteriori informazioni guardate qui.
A presto!!!

sabato 5 maggio 2012

Il Diario di Carrie

Photo by Mhannodettodifareunblog

Un "personaggio" è una "persona vera" ma che esiste a un altro livello, un universo parallelo basato sulla percezione della realtà dell'autore. Quando si tratta di esseri umani, non scrivete di chi conoscete, ma di ciò che conoscete della natura umana. (cit. p. 339)

Una ragazza giovane che si affaccia al mondo.
Una tosta, una ribelle che sa quello che vuole: scrivere.
Questa ragazza è Carrie Bradshaw, un nome che certo non è sconosciuto al mondo femminile.

In questo romanzo la protagonista di Sex and the City viene collocata in un contesto diverso dal solito: il suo habitat non è la Grande Mela e delle sue tre migliori amiche non c'è traccia. Quella che ci viene raccontata da Candace Bushnell è un'adolescente alle prese con i primi amori e con i primi litigi tra amiche.

Essendo io una grande fan del telefilm e avendo sempre visto/letto Carrie come una donna adulta e piena di esperienza, devo dire che mi ha fatto strano viverla nei panni di una ragazzina alle prime armi. In effetti, quella che si presenta al lettore è una Carrie molto diversa dal solito, più insicura, più ingenua, ma comunque grintosa e fiduciosa sul futuro.

La Bushnell ci fa entrare per la prima volta nel passato di Carrie, svelando delle problematiche profonde ed insospettabili che danno modo al lettore di guardare la storia e gli atteggiamenti della protagonista da un altro punto di vista. In questo senso, emerge nel corso del libro la complessa situazione familiare della ragazza; un tasto che non era mai stato toccato prima d'ora dall'autrice.


Photo by Mhannodettodifareunblog
(La faccia esprime del tutto la mia stanchezza
di questi ultimi giorni!!)


Nel vortice di novità che troviamo nel libro c'è una costante che collega la Carrie adolescente a quella adulta: la voglia di scrivere.
Con i ragazzi e con le amiche la confusione è tanta, ma la scrittura resta nel corso dell'intera storia una certezza importante.
Carrie è fortemente convinta che la sua passione per lo scrivere diventerà una professione vera e propria; questa sua idea viene smontata da una scrittrice professionista, Mary Gordon Howard che, durante un incontro in biblioteca, le dice di lasciar perdere il suo sogno. Ma la protagonista non può fare a meno di scrivere i suoi racconti e i suoi pensieri e continua imperterrita a dar voce (anzi, penna) al suo talento.


Al di là del genere a cui questo libro appartiene, un genere semplice e quasi del tutto femminile, devo dire che non mi è per niente dispiaciuto leggerlo. In genere non amo particolarmente i prequel o i sequel, o meglio, ho paura che rovinino l'opera già esistente. In questo caso, a parte qualche inopportuno punto di disconnessione tra la Carrie adulta e quella adolescente (nel prequel la giovane protagonista ama cucinare mentre nel telefilm usa il forno come guardaroba!) l'impressione che mi ha fatto è positiva!
Tra l'altro ho letto su internet che a fine anno uscirà una serie tratta proprio da questo libro. Per ulteriori informazioni leggete questo articolo.


Per chi ha voglia (o, come me, BISOGNO) di una lettura leggera e è curioso di scoprire com'era la mitica protagonista newyorkese di Sex and the City a diciott'anni!


Voto: 7

lunedì 30 aprile 2012

Novità







In libreria il nuovo libro di Niccolò Ammaniti:


Presto tra le mie recensioni!
Stay tuned ;)

martedì 17 aprile 2012

Svegliarsi


Foto presa da qui.


Svegliarsi.
Aprire gli occhi e crogiolarsi ancora per un secondo nell'atmosfera pacifica che ti circonda.
Sentirla svanire inesorabilmente.
Capire che era solo un sogno.
Che le tue risate non si confondono più con le mie.
Che le nostre telefonate sono state interrotte.
Che quel giorno speciale della tua vita non lo vivrò più, senza una macchina del tempo.
Svegliasi nostalgici con una grande voglia di tornare indietro.
Ma che dico, con la voglia di andare avanti, ma con te.
Quell'amica che per troppi motivi non ho più accanto e che si ostina a mancarmi ogni giorno.

martedì 10 aprile 2012

Fai bei sogni - Massimo Gramellini



"Ancora una volta mi ero illuso che la vita fosse una storia a lieto fine,
mentre era soltanto un palloncino gonfiato dai miei sogni
e destinato a esplodermi sempre fra le mani" (p. 145)

Questo libro mi ha incuriosita fin da subito. Avevo letto la trama su internet e, una volta entrata in libreria, non sono riuscita a non comprarlo. Uno di quei libri che "devi" prendere, anche se non c'è un perché.


La storia che Gramellini ci racconta è pesante e colma di agonia e, ciò che spiazza, è che è la SUA storia. E' per questo motivo che, prima di fare qualsiasi commento, devo dire che ho un rispetto immenso per uno scritto come questo.
So per esperienza che non è facile mettere nero su bianco i momenti bui della propria vita. In genere si finisce per rimanerne svuotati in senso negativo. O per far nascere, anche volontariamente, mille sensi di colpa verso chissà chi.
Le storie autobiografiche meritano sempre un briciolo di comprensione; con queste non si può essere spietati. E questo semplicemente perché dentro ci sono lembi di vita vera. Di sofferenza vera.


Il romanzo, nel complesso, scorre, aiutato da una struttura lineare in capitoli brevi. La storia inizia con una tragedia che, purtroppo, accompagnerà il protagonista per tutta la sua vita. Proprio nelle prime pagine si crea una suspance che però si dissolve nel corso del libro, facendo perdere interesse al lettore.
Il tema è delicato e assolutamente indigesto per il protagonista: la morte di sua madre, un vuoto che non riuscirà più a colmare. L'autore ci accompagna per mano nelle sue riflessioni di vita, per farci capire le difficoltà di una vita fatta di fantasmi. E ci riesce.
L'intero libro è colmo di frasi brillanti e intelligenti che più volte mi hanno strappato un sorriso.
L'ironia e l'autoriflessione dominano il romanzo.


"Fai bei sogni" è un'esperienza di dolori e pensieri che l'autore ci ha voluto raccontare, un percorso difficile alla ricerca di un'identità. Uno scritto che, per un motivo o per l'altro, fa riflettere tutti. E ci fa sentire meno soli.


Il voto questa volta stona, e quindi non lo darò.
In fondo, valutare in cifre una vita sarebbe un'eresia.





venerdì 6 aprile 2012

Happy Easter!

Ragazzi io stacco per qualche giorno, niente internet né tesi, solo libri a piacere e relax! Ne ho proprio bisogno!
Voi che farete per Pasqua?
Io spero di leggere tanto così al mio ritorno avrò modo di scrivere qualche recensione :)


Auguri e baci a tutti!!!

martedì 27 marzo 2012

Le prime luci del mattino - Fabio Volo

Finalmente torno a scrivere una recensione!
Era tanto che non lo facevo, lo so, e questo causa tesi (che, tra l'altro, ho finito...yeah!!). Domenica sera, in astinenza da "letture a piacere", ho preso uno dei libri dalla mia pila immensa di "libri che entro l'anno, sicuramente, leggerò". Vuoi per il bisogno di staccare un po' dalle cose pesanti, vuoi per curiosità, ho scelto l'ultimo libro di Fabio Volo.
E devo dire che non ci sono rimasta male come pensavo...anzi.


Scorrere scorre, come del resto tutti i suoi libri, e lo stile "diario" che qui viene adottato è molto funzionale. La storia è una storia comune, una donna in crisi con il marito che vuole dare una svolta alla propria vita. Ma, pur essendo banale, è molto dettagliata.
Proprio per questo mi chiedo: come ha fatto a scriverla un uomo?
I pensieri e le sensazioni della protagonista sono raccontati così bene che immedesimarsi diventa molto facile. La crisi, il senso di agonia e apatia, la voglia di qualcosa di diverso, sono spiegati in ogni minimo particolare. E' uno di quei libri in cui ogni donna riesce a trovare qualcosa di sé. In cui ti rendi conto che, prima o poi, la ruota gira e la felicità arriva.
Un libro adatto per chi ha voglia di esplorare un nuovo mondo, o di riviverne uno già vissuto. Una lettura piacevole e non impegnativa, se non emotivamente.
Voto: 7


Le donne non saranno un libro aperto per gli uomini, ma per Fabio Volo sì!



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