martedì 7 febbraio 2012

VBA, Grazie The Urban Reporter!


Oggi ho ricevuto quello che, in gergo "blogghesco", viene definito "premio" (ovvero il Versatile Blogger Award - VBA).
O meglio, un riconoscimento.
Riconoscimento di cui sono lusingata, perché questo spazio è nato da poco e vedere che sono già in diversi ad apprezzarlo non può che riempirmi di gioia.


La cosa che più mi piace di questo premio (e che mi mette in crisi allo stesso tempo) è che il regolamento prevede una descrizione della blogger vincitrice in sette punti, cioè io.
Non sono mai stata brava a descrivermi, ho sempre lasciato che lo facessero gli altri, ma oggi proverò a superare questo limite per dirvi qualcosa di me.


Cominciamo...

1) Sono proprietaria di un altruismo spiccato e, tante volte, abbastanza deleterio;

2) Sono permalosa, ma a livelli accettabili;

3) Mi mangio le unghie (pellicine comprese) dalle elementari e quindi, in media, ho le mani in ordine una volta ogni morte di papa;

4) Sono felicemente fidanzata da sette anni;

5) Se resto ferita da un gesto o un atteggiamento ci penso per dei giorni e sto male;

6) Ho guardato per tanti anni quasi tutto il trash che c'è in televisione (non me ne pento, ma ho smesso);

7) Sono ironica, perché penso che sia l'ingrediente più intelligente da utilizzare nella ricetta della vita.

Ed ecco alcuni blog che reputo interessanti e che seguo volentieri:


e ovviamente un grazie enorme alla blogger da cui ho ricevuto il premio: The Urban Reporter ;)


P.S. Ok, è il colmo, ma sono arrivata al settimo punto con la voglia di dire altre mille cose. In effetti avrei tantissimo da raccontarvi...ma se scopriste tutto adesso, che gusto ci sarebbe a seguirmi?
Perciò, continuate a leggermi...
alla prossima!

lunedì 6 febbraio 2012

Sanremo Productions Academy

Non vi ho mai nascosto di avere tante passioni.
Oltre a leggere e scrivere, che sono due delle cose che mi piacciono di più in assoluto, mi tengo in bilico tra passatempi frivoli e impegni più seri.
Uno di questi ultimi ha un nome preciso: Sanremo Productions Academy.
Non credo che esista un modo "giusto" per raccontarvi questa accademia, semplicemente per il fatto che è una di quelle esperienze che vanno vissute, punto.
Per farla semplice, posso dirvi che la Sanremo Productions è una scuola di canto, danza e recitazione che vanta alcuni tra i più bravi insegnanti italiani, come Ermanno Croce, grande autore e direttore artistico dell'accademia, Andrea Rodini (da X-factor), Fioretta Mari, Fiordaliso, Matteo Setti (Gringoire - Notre Dame de Paris), Katia Mancini, Iskra Menarini (ex vocalist di Lucio Dalla), Carmela Moffa, Maria Grazia Fontana (da Amici) e Michael Rodgers (assieme alla grande Federica Famea).


Un'accademia ricca di artisti e di sogni pronti per non essere infranti, un luogo speciale in cui vado cinque giorni al mese, dal sabato al mercoledì, per dare sfogo a questa piccola ma importante parte di me. Una parte che era rimasta tra la polvere per tanto tempo, a causa di impegni scolastici più importanti a cui ho sempre dato la priorità. Ma non ho mai dimenticato con quanta gioia da piccola scrivevo canzoncine stupide o cantavo in falsetto le canzoni delle mie pop star preferite.
Evidentemente, un lato di quella bambina, nel tempo, è rimasto intatto.


Questo per condividere con voi questo grande mio interesse, per giustificare qualche mia assenza prolungata nel caso la notiate, per dirvi qualcosa in più di me.


E per ricordare a tutti che i sogni non vanno mai abbandonati dentro a un cassetto.

Foto di gruppo - Insegnanti e allievi

Io e Matteo Setti



Io in un momento di pausa

Io con Iskra Menarini

Insieme ad alcuni componenti della mia classe





sabato 4 febbraio 2012

Libri o e-book?

Come potete vedere, qui a lato ho inserito un sondaggio: meglio un libro o un e-book?


Da qualche anno ormai si è scatenato il fenomeno degli e-book, ovvero libri digitali che si possono fruire tramite appositi palmari (o direttamente su computer, i-pad, cellulare e via dicendo). Premetto che non ho mai usato gli e-book, o almeno, non fino ad oggi. Non amo particolarmente l'idea di leggere un libro senza sfogliarlo, senza toccarlo o annusarlo.
La digitalizzazione dei materiali cartacei ormai si sta diffondendo a vista d'occhio e adesso i libri addirittura si scaricano da internet.
Come ogni progresso tecnologico, anche questo sicuramente ha i suoi vantaggi; chi lo usa mi dice che è comodo, leggero, non sforza eccessivamente gli occhi grazie ad un display apposito, si possono leggere anche i quotidiani ogni giorno, permette, appunto, di scaricare tutti i libri che si vuole direttamente da casa.
Insomma, se si vuole, i vantaggi sono tanti.
Adesso però - e c'è chi sarà d'accordo o in disaccordo con me - subentra il fattore affettivo verso i cari vecchi libri cartacei.
Entrare in libreria, annusare il profumo della carta, osservare le copertine dei libri, sfogliarli, leggere le alette, la trama, volendo anche la prima pagina, compararlo con altri libri...per me sono cose essenziali. E lo sono sempre state.
Si sa che lo shopping online è comodo e, sotto tanti punti di vista, può essere una figata, ma secondo me perde tanti punti rispetto allo shopping "dal vivo" (e questo anche per quanto riguarda l'acquisto di scarpe, vestiti, trucchi e altre cose - è troppo più bello toccare con mano ciò che si sta per comprare). E poi, un conto sono gli ordini fatti su internet in cui poi ti arriva l'oggetto MATERIALE a casa. Ma con l'e-book si parla di una vera e propria smaterializzazione di quel bene di consumo che è il libro.


In conclusione, vi dico che per il momento, su questo punto, resto felicemente bigotta, insieme alla mia montagna ingombrante di libri. Con l'intento, però, di provare almeno per una volta ad usare un e-book, in modo da potervi dare, in futuro, un mio concreto parere personale.










----> foto presa da: http://libri.blog.rainews24.it/2010/11/05/non-chiamarmi-libro-sono-un-ebook/

venerdì 3 febbraio 2012

Racconto senza titolo


Era goffo, freddo, e lo guardavano tutti.
Si sentiva impacciato nel suo strano modo di esistere.
Mai una gioia, mai una soddisfazione.
Qualsiasi cosa facesse, puntualmente sbagliava.
E tutti erano sempre lì a ricordarglielo.
Ma quando i suoi modi erano giusti e i suoi comportamenti corretti, nessuno andava da lui.

Era ancora molto inesperto, ma stava iniziando a capire l'antifona.
Quelli bravi non se li fila nessuno.
E se sbagliano, è ancora peggio.

La madre di suo cugino lo guardò da capo a piedi.
Che vergogna”, disse.
Un chiacchiericcio generale si diffuse intorno a lui.
Sei proprio assurdo Giacomino”, disse suo fratello.
E' uno sfigato”, disse Carletto, uno dei più grandi.

E proprio Carletto era la causa di tutto.

Quando, pochi minuti prima, lui e i suoi amici avevano preso di mira Giacomino, deridendolo per la sua goffaggine, il piccolo aveva cercato di assecondarli, per paura che finisse male.
Ma, nonostante tutti i suoi sforzi, male era finita davvero.
L'avevano costretto ad avvicinarsi a quello strano marchingegno che tutti facevano sempre finta di non vedere. E dopo che gli ci avevano infilato dentro tutto l'arto superiore, era corsi a chiamare tutti gli abitanti del paese.
In tanti erano accorsi a vedere Giacomino, e tutti erano rimasti impietriti quando si erano trovati davanti quella scena.


Quel Giorno Giacomino aveva capito tante cose.
Aveva capito che è meglio non fidarsi dei più grandi, anche quando ti sembrano invincibili.
Aveva capito che dalla sua parte non aveva mai avuto nessuno, dato che in quel momento di disagio nessuno lo aveva sostenuto.
Aveva capito che lo stupore di tutti stava nel fatto di vedere il suo piccolo arto di undicenne infilato nella macchinetta dei preservativi.
E aveva capito che tante volte nella vita, ci si può vergognare per colpa degli altri...


anche nel mondo dei pinguini.

Grazie a La petite dame!

Oggi, per la prima volta, ho ricevuto un riconoscimento da un'altra blogger! Il che non può che farmi piacere!! Un grazie gigantesco a Maria Sarah Papillo di http://lapetitedame.blogspot.com/



Ecco le regole del riconoscimento:


1) Ogni blogger che lo riceve deve consegnarlo ad altri cinque blog preferiti, con meno di duecento followers, ed avvisare i blogger scelti con un commento sul loro blog

2) Il ricevente del premio dovrà ringraziare il blog che l'ha premiato e linkarlo
3) Dovrà copiare ed incollare l'immagine del Liebster Blog.
Quindi ora passo ad elencarvi i blog che ho personalmente scelto:
- La Dea dell'apparenza: un blog appena nato, con tanti consigli di moda! 
Il Destino di Nike: una trilogia fantasy in cerca di editore, creata da uno scrittore appassionato;
- Cerco lavoro a Milano: un blog con i piedi piantati per terra...e diventato e-book!
- <3 Blu Vaniglia: un blog carinissimo, provare per credere :)
- Narrativamente: racconti brevi, curiosi e azzardati...ve lo consiglio!
Spero, in qualche modo, di esservi stata utile! Un bacio :)

mercoledì 1 febbraio 2012

Mi inchino a Niccolò Ammaniti

Alur, il libro che ho in lettura scorre a rilento. Non lo so perché ma, almeno per adesso, non muoio dall'impeto di divorarlo. Però, oh, può succedere.
Comunque, visto che a causa della lettura non-in-progress che mi ritrovo per le mani, ho deciso di scrivere un post in attesa della prossima recensione.
Ci ho pensato un po', e poi ho deciso.
Mi fa paura scrivere di lui, perché è veramente un grande (tranquilli, non sto parlando di Voldemort) e lo stimo parecchio.
Il personaggio in questione è Niccolò Ammaniti, forse il mio scrittore italiano preferito. Ma anche senza il forse. Sbilanciamoci!


--ATTENZIONE, DA QUI IN POI, SPOILER!--


Il primo libro di Ammaniti che ho letto è "Ti prendo e ti porto via": me l'aveva consigliato un'amica dicendomi che era particolare. Poi ho capito.
Particolarmente sublime.
Parliamoci chiaro, il caro Niccolò scrive delle storie che sono abbastanza pesanti, alcune quasi indigeste.
Ma quel modo di scrivere è un invito a divorarti le pagine, triste o allegra che sia la storia.
Per esempio, in "Io non ho paura" (che ho letto in poche ore) la scena del ritrovamento del bambino in una fossa da parte del piccolo protagonista è qualcosa che fa venire i brividi. Anche qui, come in molte sue altre opere, il clima è pieno di quella calma soffocante che nasconde accadimenti terribili. Le sue storie sono quasi sempre intrecciate tra loro, e i protagonisti vengono messi a nudo nei loro dettagli più profondi. Credo che questo sia uno dei motivi per cui ognuno di noi, bene o male, riuscirebbe a trovare una parte di sé nei personaggi di Ammaniti. E questo, a parer mio, rende le sue opere insuperabili.
In fondo quali sono quei libri che ci ritroviamo ad adorare? Quelli che, per un motivo o per l'altro, sentiamo uguali a noi.
Io, ad esempio, sono rimasta folgorata da "Io e te", l'ultimo libriccino uscito un annetto e mezzo fa. 120 pagine circa, un affarino minuscolo. Se non sbaglio uscito pochi giorni prima di Natale. "Sarà una cagata", ho pensato. Lo ammetto, i miei pregiudizi sui libri che escono prima delle cosiddette "feste commerciali" sono giganteschi. Ma poi, come sempre, ci sono anche le occasioni in cui mi ricredo. E questo libro è stata una di quelle. Meraviglioso.
Quante volte, anche a me, sarebbe piaciuto non partire per le vacanze e chiudermi nello scantinato di casa mia all'insaputa di tutto e di tutti! Un sogno.
Che lì diventa realtà; una realtà che alla fine risulta addirittura commovente. E infinitamente triste.
Ma questo è Ammaniti, si sa.
Altro libro che ho finito in pochissimo tempo è stato "Come Dio comanda", tra l'altro vincitore del Premio Strega. Un libro che ha tutte le sfumature possibili dell'angoscia e dello squallore, ma che non so per quale strana magia, ti prende. Non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso. E mi sono mangiata le mani quando, alla fine, mi sono resa conto che non c'era un finale! Ma che cavolo!
Ecco, Ammaniti in questo è sadico. Tutti i suoi libri (o quasi, non vorrei fare gaffe!) hanno il famoso "finale ad interpretazione". Ovvero, lui ti dà delle informazioni su cosa è successo o sta accadendo, ma tutto avvolto da un alone di mistero. Non si capisce mai cosa è successo davvero, perché lui non te lo dice. E infatti, mi è successo più volte di confrontarmi con altri miei amici che avevano letto un suo libro, e rendermi conto che non tutti avevamo interpretato allo stesso modo il finale.
Insomma, un sadico, lo ripeto.


Nonostante questo, però, dei libri di Ammaniti io ne ho visceralmente bisogno. Dire che li adoro è veramente poco (non so se si è capito). E' per questo che, ogni volta che esce un suo nuovo scritto, corro a comprarlo.
Perché quando trovi uno scrittore che riesce a farti sentire sulla pelle le sue pagine, vale la pena di non perderlo mai.

Per Voi

Ogni volta che pubblico un post mi dico "ora per altri due o tre giorni il blog lo lascio fare". E poi, puntualmente, la sera dopo mi ritrovo di nuovo qui.
Che vi devo dire, mi piace troppo riempire questa pagina! E quindi anche se avrei taaante cose da fare mi ritaglio sempre uno spazio per scrivere qualcosa.
Qualcosa PER VOI.
Ecco, se c'è una cosa che ho capito da quando ho iniziato questa avventura (chiamiamola così!), è che scrivere per qualcuno dà tanta soddisfazione. Finora avevo sempre scritto per me stessa, per sfogarmi o per mettere nero su bianco le storie che mi venivano in mente, e non avevo idea di cosa mi perdevo. Ma adesso è tutta un'altra storia :)


Questo per dirvi che siete preziosi per me e che sono onorata della vostra presenza in questo spazio nato per caso.
E chissà se, con questa neve che c'è fuori, stasera, mi esce anche un raccontino da farvi leggere domani...


2012 - Neve a Prato
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